venerdì, Ottobre 23

Raffaele Morelli: un musicista di dolci parole maschiliste

Una laurea può nascondere il maschilismo?

Questa è la prima domanda che mi sono posta nell’ascoltare le parole di Raffaele Morelli: un mare di piacevole eloquenza, il rischio, però, è quello di essere affascinati dalle suadenti parole che possono incatenare nel limbo dell’ignoranza.

L’intervista a RTL 102.5

Cosa è accaduto? Lo psichiatra Raffaele Morelli il 24 giugno 2020 è stato ospite presso radio RTL 102.5 e in questa occasione si è parlato di un tweet pubblicato il giorno precedente da radio RTL 102.5 il quale ha ricevuto varie critiche perché molti lo hanno interpretato come offensivo nei confronti delle donne.

Morelli risponde (cito testualmente):

No, anzi, se una donna esce di casa e gli uomini non le mettono gli occhi addosso, deve preoccuparsi perché vuol dire che il suo femminile non è presente in qualche modo in primo piano. Vedi, tu puoi fare l’avvocato o il magistrato, puoi essere il conduttore radiofonico, puoi ottenere tutti i successi che vuoi, fare tutti i soldi che vuoi, ma il femminile in una donna è la base su cui si siede il processo. Prima di tutto sei femminile. Il femminile è il luogo che suscita desiderio, le donne lo sanno bene. Quando escono di casa e hanno addosso un vestito con cui non si sentono a proprio agio tornano indietro a cambiarsi. Noi uomini non diamo così importanza alla forma, la donna, invece, è la regina della forma. La donna quando si mette un vestito suscita, chiama il desiderio, guai se non fosse così.

Raffaele Morelli nell’intervista a RTL 102.5

La seconda intervista a Radio Capital

Dopo tali dichiarazioni, Raffaele Morelli è stato ospite a Radio Capital dove si è scontrato con le legittime domande della speaker Michela Murgia.

Ancora una volta cito testualmente:

Raffaele Morelli: “il femminile è presente nelle basi dell’essere già agli albori, è un dato oncologico: le bambine giocano con le bambole già agli albori”

Michela Murgia: “quindi i maschietti non giocano con le bambole, perché non gliele diamo magari, se gliele diamo giocano anche con le bambole”

Raffaele Morelli: “ascolta i bambini maschi non giocano con le bambole”

Michela Murgia: “no? Con cosa giocano i bambini maschi?”

Raffaele Morelli: “ascolta, tu sei qui per farmi domande cretine o vuoi farmi una domanda intelligente?”

Michela Murgia: “mi scusi io le sto dando del lei e anche lei mi dia del lei”

Lo scontro termina con l’interruzione della chiamata da parte di Raffaele Morelli.

Le parole di Morelli sono un problema?

Inutile dire che le dichiarazioni di Raffaele Morelli hanno suscitato indignazione e meno male, oserei dire.

Affermazioni del tipo: “puoi ottenere tutti i successi che vuoi , fare tutti i soldi che vuoi, ma il femminile in una donna è la base su cui si siede il processo” oppure: “La donna quando si mette un vestito suscita, chiama il desiderio, guai se non fosse così” sono offensive.

Io, donna, non sono solo il mio corpo. Non può e non deve essere la femminilità il luogo della emancipazione di una donna. Che vi piaccia o no!

È inconcepibile ammettere in una società civile l’alienazione dei meriti conseguiti dalla donna a causa della sua femminilità. Le parole di Morelli trapelano la concezione per la quale la donna è un mero oggetto sessuale e se pur quest’ultima fosse detentrice di una vasta conoscenza, questa è solo il supporto del suo corpo.

A questi assurdi modi di concepire la donna, posso solo citare Emma Marrone:

“Io sono bella sì, ma non mi frega niente!”

Sarebbe bello illudersi del fatto che le parole sono solo parole, quello che dimentichiamo è il peso che esse assumono. Dopo le dichiarazioni presentate dallo psichiatra, infatti, vorrei vivamente ascoltare il parere dell’84% delle donne che subisce il catcalling, una forma di molestia che consiste in commenti, gesti e apprezzamenti indesiderati, e chiedere loro se si sentono più femminili grazie agli sguardi degli uomini che si posano sui loro corpi.

Ma ricordate, se un fenomeno dilaga in un certo spazio sociale, non è legittimato se le vittime lo reputano sbagliato. Se non si comprende questo, non vi sarà mai progresso sociale.

Maschile e femminile: due concetti relativi?

La femminilità è da femmina? Assolutamente no!

Sembra un’assurdità ma non lo è: un uomo, in quanto tale, può essere femminile. Se così non fosse negheremmo all’uomo la libertà di potersi autodeterminare.

So quale potrebbe essere l’inganno: il termine femminile è associato alla femmina, ma per evitare di cadere in un così banale errore consultiamo il vocabolario per ottenere una precisa definizione.  Dal vocabolario Treccani si evince:

Femminile è il complesso delle caratteristiche (psicologia, gusti, atteggiamenti, aspetto fisico esterno, ecc., e anche grazia, delicatezza, tenerezza) che sono proprie della donna in quanto si differenzia dall’uomo, o che a lei tradizionalmente si attribuiscono

Ecco il problema: tradizionalmente attribuiamo alcuni aggettivi come “delicatezza”, “tenerezza”, “grazia” alla donna, perché qualcuno al tempo ha deciso in questo modo.

Ma le cose stanno così:

Una donna può non essere femminile.

Un uomo può essere femminile.

E’ la realtà dei fatti, non c’è altra definizione che tenga. Se negassimo questo, negheremmo l’autodeterminazione degli esseri umani.

Chi dà ragione ad un errore è in errore.

Sul sito di RTL 102.5 nella descrizione dell’intervista a Raffaele Morelli ho trovato queste parole:

“spiega Raffaele Morelli, la donna che avverte il desiderio e l’interesse suscitato negli uomini sarà una donna migliore, nella sua crescita personale e anche professionale”.

Reputo che peggiori delle parole di Morelli siano quelle di RTL 102.5,che reinterpretando il punto di vista dello psichiatra,cadono nell’errore,ancora più becero, di dargli ragione.

Non solo la mia femminilità suscita desiderio nell’uomo che mi guarda e “guai se non fosse così”, ma questo è anche l’elemento che comporta la mia crescita professione e personale.

Ottimo.  A pari meriti, quindi, una donna stereotipata come bella avrà maggiore successo a differenza di una donna stereotipata come brutta che non riuscirà a realizzarsi, né personalmente né professionalmente, come farebbe, al contrario, una donna bella.

Qui c’è solo una parola utile per descrivere tali assurdità: Discriminazione.

Cosa è peggio della prima intervista? La seconda

L’intervista di Raffaele Morelli a radio RTL 102.5 è stata è un grande passo indietro in una società retrograda fortemente condizionata dalla visione tipica del maschilismo e del patriarcato, ma peggiore della prima intervista è stata la seconda a Radio Capital.

Educazione e maschilismo

Reputo che questa sia una preziosa intervista: il maschilismo è qui presentato in varie forme molto chiare che ci permettono di confinarlo e analizzarlo.

Non mi soffermerò sulla banalità delle parole di Raffaele Morelli, vorrei porre piuttosto l’attenzione sulle semplici risposte che la speaker Michela Murgia ha rivolto allo psichiatra.

Michela Murgia si è sempre rivolta all’intervistato con l’appellativo di “Professore” creando quella fantastica distanza interpersonale che denota grande professionalità, a differenza di Raffaele Morelli che si rivolge alla speaker con il suo stonato “tu”.

Un comportamento da parte di Raffaele Morelli sicuramente poco professionale e irrispettoso se a questo aggiungiamo anche le parole inadeguate che ha rivolto a Michela Murgia, il parlare con fare arrogante, fino al mettere a termine la chiamata prima della fine dell’intervista perché era stato messo alle strette dalle legittime domande della speaker. Abbiamo qui realizzato un perfetto quadro della situazione: un’intervista pregnante di maschilismo.

Caro Professore

(e tutti quelli che la pensano come lei),

le parole proferite nelle due interviste hanno provocato in me terribile rabbia e sconcerto, mi sono sentita umiliata all’idea che ancora tanti uomini,e anche tante donne, condividano le sue considerazioni, quello che più mi spaventa, però, è che dubito che lei comprenda i suoi errori.

Proverò a farle (e a farvi) capire almeno uno dei tanti errori, sperando che questo possa essere illuminante.

Lei si è rivolto a Michela Murgia affermando:

 “Ascolta tu sei qui per farmi domande cretine o vuoi farmi una domanda intelligente?”.

Capisco perfettamente che per lei questa sia una domanda cretina. Uno psichiatra,ovviamente, non ha interesse a specificare quali siano i giocattoli preferiti dai bambini, quello che però lei non comprende è il significato di tali giochi.

Bambina = bambole

Bambino = macchinine da corsa

È SBAGLIATO.

Io, da bambina o da bambino, voglio essere liber* di giocare con qualsiasi gioco al mondo.

Fonte immagine: Corriere della Sera

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Classe 2000.  Frequenta la facoltà di giurisprudenza presso l'università Federico II di Napoli. Femminista intersezionale e di tanto in tanto anche simpatica.

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