venerdì, Ottobre 23

Nipsey Hussle: il rapper che denunciò il patriarcato

Sembra quasi un ossimoro, una barzelletta. Vedere una persona come Nipsey Hussle, che fa parte di un mondo ancora oggi sessista come quello del Rap americano, denunciare l’orrore del patriarcato. Non conoscevo Nipsey fino a qualche anno fa, ma è bastato un cameo di qualche minuto per farlo balzare dalla sezione “Perfetti Sconosciuti” al Cielo Primo Mobile della mia Tier List musicale.

Nipsey poteva sembrare, a primo impatto, rispecchiare il classico stereotipo del rapper americano: il modo di vestire, di parlare. Lo stile “ghetto” che ha contraddistinto decenni di storia della musica. Nonostante si stia parlando di un mondo molto particolare, dove l’orrore del razzismo sistemico e la condizione sociale inadeguata degli afroamericani sono molto sentite, purtroppo bisogna anche dire che il sessismo e l’ideologia patriarcale si sprecano. L’oggettivazione del corpo femminile nei video musicali degli anni Novanta fino ai primi anni Duemila era praticamente onnipresente, così come il numero smisurato di barre misogine e omofobe.

Molto spesso, quando ne parlo, mi viene detto che “non capisco il Rap”. Io credo che si possa apprezzare un’opera pur riconoscendone le criticità. Come ho già detto, la cultura della cancellazione non mi piace: se una cosa è problematica, va messa al centro e va discussa, così che la nostra fruizione non ne esca danneggiata, bensì arricchita.

Il cameo di Nipsey in Crazy Ex Girlfriend

Ed è quello che ha fatto Nipsey nel suo cameo nella serie “Crazy Ex Girlfriend” (la mia serie preferita in assoluto, che ovviamente vedrete recensita).

Il pezzo musicale che vede Rebecca (interpretata/creata da Rachel Bloom) prepararsi per il suo appuntamento, rappresenta la donna che deve “farsi bella”, cercare il più possibile di essere sessualmente appetibile per l’uomo che incontrerà. La scena si svolge in due “location” tematiche diverse: la prima (l’aspettativa), un bagno esteticamente bello e pulito, illuminato da una luce calda, dove Rebecca è in forma, depilata, stereotipicamente sensuale ed è accompagnata da altre ragazze altrettanto adatte agli standard; la seconda (la realtà), un bagno piccolo, scomodo, illuminato da una luce fredda, dove Rebecca si guarda allo specchio e si rende conto di non essere per nulla in forma, costringendosi a una serie di dolorose operazioni (ceretta, ustione con la piastra ecc.) solo e unicamente per presentarsi al meglio.

Fa qui il suo ingresso, in maniera spudoratamente comica, Nipsey che, inizialmente, apre il suo bridge con delle rime tipicamente sessiste. Per poi realizzare, alla vista del sangue e della cera nel lavandino, cosa effettivamente lui stesse dicendo. Riapparirà, poi, verso la fine dell’episodio chiamando tutte le sue “b*tches” (altro elemento tipico della cultura hip-hop americana) scusandosi, facendo addirittura riferimento a “Il Secondo Sesso” della De Beauvoir. Ovviamente, tutto fatto in chiave ironica e sarcastica, ma il messaggio passa lo stesso ed è geniale.

Nipsey è stato ucciso nel marzo 2019, ucciso in una sparatoria. Purtroppo non ho avuto modo di conoscere lui e le sue canzoni prima di allora, ma pensavo che meritasse comunque un pensiero, nonostante il ritardo. La scelta che ha fatto è stata coraggiosa, per quanto possa sembrare una piccolezza. Spero che molti altri artisti seguano il suo esempio.

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Classe 2001, attivista LGBT+, femminista intersezionale. Diplomato a Napoli, attualmente frequenta la facoltà di CTF a Milano. Fondatore e direttore generale di EqualiLab, si occupa della parte tecnica del sito.

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