“Il potere delle donne contro la politica del testosterone. Basta!”

Oggi ho il piacere di discutere con voi di quello che è attualmente uno dei miei libri preferiti: Il potere delle donne contro la politica del testosterone. BASTA!  Non importa quale ideologia politica tu abbia, il titolo parla chiaro: il mondo governato da uomini sbruffoni e incompetenti non ci piace più.

Un titolo forte, mai così attuale.

Un libro chiaro e femminista.

L’editore del libro è I Solferini  e l’autrice è Lilli Gruber, una delle giornaliste alle quali sono più affezionata: una donna competente, professionale e coraggiosa che combatte per la parità di genere.

Chi è Lilli Gruber?

Lilli Gruber, giornalista e scrittrice, è stata la prima donna a presentare un telegiornale in prima serata. Dal 1988 è stata inviata per la Rai sui fronti di guerra e ha seguito i grandi eventi dello scenario internazionale. È stata parlamentare europea dal 2004 al 2008. Dal settembre 2008 conduce Otto e mezzo su La7. (descrizione tratta dal libro in questione)

fonte immagine: donnamoderna.com

Perché leggere questo libro?

Consiglio vivamente questa lettera a chiunque: il modo di scrivere dell’autrice è scorrevole e con un pizzico di ironia rende agevole e alla portata di tutti un tema ancora non abbastanza discusso che è quello della parità di genere.

Ciò che trovo interessante di questo libro è la capacità di presentare le falle del sistema che sono presenti in ogni campo: dalla politica al calcio, dalle professioni STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) al cinema. La parità di genere è ancora da conquistare.

Un libro di emozioni

Perché questo libro è uno dei miei preferiti?

Perché, pur parlando di temi sociali e di attualità, mi ha emozionata, illuminata, mi ha resa più consapevole, mi ha indignata, mi ha fatta sognare.

Ho riletto il libro due volte, la prima l’ho gustato, ne leggevo un pezzetto al giorno come per darmi la giusta carica, poi l’ho riletto una seconda volta per poterlo capire più in profondità e desidero condividere con voi alcune delle emozioni che ho provato.

“Rispetto alle rivendicazioni femministe di un tempo, infatti, ho l’impressione che le giovani si muovano in un’ottica magari altrettanto determinata ma più male-friendly: maschio non ti vogliamo uccidere, né scalzare, ma non vogliamo nemmeno essere come te e di sicuro non intendiamo esserti sottomesse. È una sorta di via più diplomatica alla soluzione del conflitto. Sono d’accordo, la diplomazia è preziosa e costruire alleanze tra i sessi è fondamentale. Ma la guerra c’è e quando i nodi degli interessi personali vengono al pettine, nessun uomo sa essere femminista come una donna. Nemmeno Jacques.”

Tratto dalle pagine 114 – 115 de “Il potere delle donne contro la politica del testosterone. BASTA!”

Mi sono sentita chiamata in causa.

Ho sempre riflettuto sul quale sia il modo migliore di approcciare a tali temi.

A 20 anni il mio modo di discutere di questi temi è sempre stato quanto più “gentile” possibile, diplomatico, ma sto forse sbagliando?

Dovrei forse essere più rivoluzionaria?

Come si combatte una lotta senza attaccare nessuno?

Il Femminismo attacca il patriarcato, non gli uomini o altre categorie di persone! Chi attacca gli uomini solo perché tali, ha una visione di femminismo totalmente deviata dalla reale!

Come si fa a far passare un messaggio quando l’interlocutore non vuole ascoltarti?

Queste e tante altre domande sono sorte nella mia mente; mi hanno scossa.

Non so quale modo sia il migliore per lottare, forse semplicemente me lo dirà il tempo e l’esperienza, perché a quanto pare ne avrò ancora per molto: per tutta la vita.

 “Nel giugno 2019, il World Economic Forum valutava quanti Paesi raggiungeranno la parità entro il 2030. Nessuno. Ci vorranno 108 anni se tutto va bene.”

Tratto da pagina 94 de “Il potere delle donne contro la politica del testosterone. BASTA!”

Quando ho letto queste righe ho dovuto fermare per un attimo la lettura.

108 anni.

Si presuppone che per allora non ci sarò più.

Perché lottare per qualcosa che non raggiungerò mai?

È frustante ciò.

Poi ho trovato la risposta: la lotta per la parità di genere non è la mia lotta e neanche la lotta delle donne, è la lotta di tutti. Donne e Uomini che voglio il progresso.

Ed ecco che poi mi sono scontrata con la dura realtà: non tutti comprendono e vogliono la parità di genere.

“c’è un’altra notizia: gli studi hanno dimostrato che la convinzione di essere obiettivi e di non essere sessisti porta a comportamenti meno obiettivi e più sessisti”

Tratto da pagina 105 de “Il potere delle donne contro la politica del testosterone. BASTA!”

Sapete cosa? Sono totalmente d’accordo.

Sfido qualunque donna che crede nei principi dell’uguaglianza e della parità a non essersi sentita dire almeno una volta “sei esagerata, la parità esiste già”.

Personalmente ricorderò le cifre 1 0 8.

108 anni.

Ancora una volta cito l’autrice:

“Non abbiamo affatto raggiunto l’uguaglianza, non siamo neanche vicine. Le donne corrono con dei pesi agganciati alle caviglie tutti i giorni della loro vita domestica, professionale, relazionale, politica. Se ci sono persone che in buona fede pensano il contrario, è semplicemente perché di questo tema non si parla abbastanza.”

Tratto da pagina 77 de “Il potere delle donne contro la politica del testosterone. BASTA!”

Un altro aspetto su cui riflettere: la visibilità delle donne.

Mediante il libro della Gruber vi invito a riflettere su un altro aspetto del mondo maschilista, ovvero la facilità nell’affrontare il tema della mancata visibilità di un donna. In merito la giornalista scrive:

La scusa più comoda quando non mandiamo avanti un a donna, è che.. non c’era. Non se n’è presentata nessuna che avesse la professionalità giusta. Invece, a cercarla, la candidata ideale per il compito che abbiamo in mente c’è sempre, fidatevi. Servono meccanismi più efficaci per la promozione femminile a tutti i livelli: politico, aziendale, anche mediatico.”

Tratto dalle pagine 196 – 197 de “Il potere delle donne contro la politica del testosterone. BASTA!”

Quello della mancata visibilità di una donna è un tema ancora da discutere. Prendiamo in esame la politica italiana.

In Italia il numero di parlamentari donne si arresta al 32%, a fronte di circa 60 milioni di cittadini, di cui la metà sono donne.

Siamo la metà della popolazione, dov’è la dovuta metà di donne che mi rappresentino?

La risposta che spesso mi viene data è “probabilmente non c’era nessuna donna competente, nessuna che si è presentata”, ma in tutta sincerità, mi pare assurdo.

È  possibile che in centinaia di anni nessuna donna sarebbe stata capace di ricoprire cariche importanti? Mi pare statisticamente impossibile.

Di questo ho parlato anche in un altro articolo in merito alle firme poste nella sentenza 150/2020 della Corte Costituzionale di tre donne.

Se mi arrabbio, non biasimatemi.

Credo che il maschilismo non sia una colpa, ma una condizione della quale dobbiamo prendere consapevolezza e radicalmente modificarla.

Le prossime righe sono sempre tratte dal libro della giornalista e sono quelle che mi hanno fatta più arrabbiare e spero vivamente che accada lo stesso a voi.

“Non parliamo della sindrome premestruale – dal mal di testa all’ansia al mal di stomaco all’insonnia – che si stima potrebbe riguardare il 90 per cento di noi, ma di cui la ricerca medica si occupa cinque volte di meno rispetto alla disfunzione erettile. C’è una molecola, il sildenafil citrato, di provata efficacia per il trattamento dei dolori mestruali: li allevia senza effetti collaterali. Sapete quale altro farmaco ha come ingrediente il sildenafil citrato? Ancora lui, il Viagra. La domanda che vi pottete se siete una casa farmaceutica è : ci sono più donne disposte ad andare al lavoro con i crampi o un uomini disposti a fare brutta figura a letto? La risposta: lo studio statunitense del 2013 sull’efficacia di questa molecola per i dolori mestruali è stato interrotto per mancanza di fondi.  È proprio il caso di dire: grazie al c… Va be’, ci siamo capite.”

Tratto da pagina 168 de “Il potere delle donne contro la politica del testosterone. BASTA!”

Continuate a farvi domande.

Indignatevi.

Non date nulla per scontato.

Studiate.

In conclusione, Lilli Gruber ha fatto centro!

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