DETROIT, MICHIGAN - MARCH 09: Sen. Kamala Harris (L) (D-CA), hugs Democratic presidential candidate former Vice President Joe Biden after introducing him at a campaign rally at Renaissance High School on March 09, 2020 in Detroit, Michigan. Michigan will hold its primary election tomorrow. (Photo by Scott Olson/Getty Images)

Chi è il vincitore delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti 2020?

Il 3 Novembre 2020 è stato l’ Election Day, ma solo dopo vari giorni abbiamo conosciuto il nome del nuovo presidente degli Stati Uniti D’America.

Il tempo di attesa all’inizio era un caratterizzato da queste parole:

“è in vantaggio Biden, ma tutto può succedere”

poi queste si sono trasformate in :

“ha vinto Biden, dobbiamo solo attendere che ci comunichino che è il nuovo presidente”.

Come in ogni dibattito politico, mantenere l’oggettività e l’imparzialità è davvero difficile, ma sappiate che questa volta non ci proverò neanche:

data la mia totale assenza di stima per l’ormai, finalmente, ex presidente degli Usa, il mio sostegno per Joe Biden sarà reso chiaramente manifesto in questo articolo, ma confido nel dialogo anche con chi ha idee diverse dalle mie, anche perché siamo qui per questo no?

Ma facciamo un passo indietro.

Perché è necessario essere informati sulle elezioni presidenziali degli Stati Uniti?

Da sempre ciò che accade negli Stati Uniti è un anticipo di politiche che inevitabilmente determineranno conseguenze nella nostra nazione, e in tutto il resto del mondo, da ogni punto di vista: dall’economia, alla salute pubblica (in questo periodo minata dal coronavirus), dal tema dei cambiamenti climatici, a quello del razzismo.

A queste elezioni in particolar modo, la vittoria di un  candidato piuttosto che di un altro comporta attuazioni di politiche diametralmente opposte tra loro.

In merito al tema dei cambiamenti climatici, ad esempio, Trump ha deciso di tirare fuori gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi, al contrario Biden che ha dichiarato di voler rientrare a far parte dell’accordo.

immagine: nuovomille.it

Nel momento in cui scrivo Biden ha ottenuto 290 grandi elettori e Trump 214 (per ottenere la vittoria servono 270 grandi elettori), per cui Biden è il nuovo presidente degli Stati Uniti.

risultati presidenziali: The Associated Press

Tutto normale: c’è chi vince e c’è chi perde, era prevedibile.

E invece no, così non è, a quanto pare qualcuno non sa perdere.

Trump e le accuse di brogli

Ciò che è accaduto negli scorsi giorni, e che continua ad accadere, ha dell’incredibile: più volte abbiamo sentito Trump attaccare i Democratici di rubare i voti.

Trump ha intenzione di schierare i suoi legali per dimostrare che le elezioni sono state truccate e che ci sono molti brogli.

Tutto lecito, peccato che le accuse mosse da Donald Trump non sono sostenute da alcuna prova, quindi, ad oggi, sono da considerare false.

Molti sono stati i giornalisti che hanno preso le distanze dalle dichiarazioni del Presidente, perfino quei giornali e quelle reti, come ad esempio Fox, notoriamente schierati a destra.

Anche su Twitter il Presidente ha dichiarato:

“loro (i democratici) stanno provando a rubare le elezioni”

Il social network ha oscurato i tweet di Trump in quanto sono notizie false o quanto meno non ancora verificate e confermate.

Cosa accade quando un candidato perde?

La politica statunitense è caratterizzata dal bipolarismo politico democratici (a sinistra) vs repubblicani (a destra), questo comporta che ad ogni elezione per la scelta del nuovo presidente, il Paese si spacca in due creando dilaganti mal contenti tra quella grande fetta di popolazione sostenitrice del candidato sconfitto.

Nel tempo, quindi, è diventata prassi comune che il candidato sconfitto, dopo aver ringraziato i suoi sostenitori, pronuncia una frase che recita circa così:

“faccio le mie congratulazioni al mio sfidante (nome del candidato) il quale è il presidente di tutti gli americani”

Con questa semplice, ma efficace frase, l’obiettivo è quello di evitare scontri a causa del mal contento di una fetta dell’elettorato e riunire tutto il popolo nel nome della nazione e del nuovo presidente.

Con Trump questo non è accaduto ed è gravissimo.

Le conseguenze sociali delle dichiarazioni di Trump

L’email per i repubblicani

Trump non ha ammesso la sconfitta, ma ha fatto una cosa, a parer mio, ben più grave: a tutti gli iscritti alla newsletter per sostenere Trump e Pence alle presidenziali è arrivata un’email

“Non possiamo permettere alla sinistra di compromettere le elezioni. Sto chiedendo ai difensori più fedeli e più leali, come TE, di contrattaccare!”

Altro che discorso per calmare gli animi, questa è una vera e propria richiesta di partecipazione attiva per sostenere Trump in ogni modo.

Che Trump fosse scettico in merito al voto per posta non è una novità, più volte, anche prima della fine della campagna elettorale, ha palesato il suo essere contrario a questa modalità di voto.

Trump era consapevole di essere in svantaggio nei sondaggi e queste parole gettano benzina sul fuoco del mal contento che da li a poco sarebbe dilagato nell’elettorato di destra.

Per questo molti commercianti, timorosi di possibili scontri, hanno messo in sicurezza i propri negozi e le vetrine per evitare atti vandalici.

Gli scontri nelle città

Come previsto Biden ha vinto le elezioni, Trump ha chiesto il riconteggio in vari Paesi dove il candidato democratico ha vinto con poco margine di vantaggio e i sostenitori di Trump sono scesi in piazza per urlare al presunto scandalo.

Queste proteste sono particolarmente gravi in quanto minano quel concetto di democrazia e di rispetto per le istituzioni che magnificamente contraddistingue gli Stati Uniti.

I primati delle presidenziali USA 2020

Sicuramente così tanti colpi di scena in merito alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti non se ne vedevano da davvero molto tempo, ma sono anche tanti i traguardi e i nuovi primati ottenuti.

Kamala Harris: la prima vicepresidente degli Stati Uniti d’America

Kamala Harris, 55 anni, di origini indo-giamaicane è la prima donna a ricoprire il ruolo di vice presidente degli Stati Uniti.

Una donna forte il cui discorso ha emozionato tanti americani e non solo.

Un aspetto davvero interessante che non è passato di certo inosservato è che Kamala Harris è nata nel 1964 e il Voting Rights Act, la legge con la quale si proibisce la discriminazione raziale nel voto, è stata firmata nel 1965, ciò vuol dire che alla nascita di Harris le donne nere non potevano votare e ora, invece, una donna non bianca è la vice presidente degli Stati Uniti, il che rende questa vittoria ancora più sentita.

Kamala Harris si è distinta per la sua forza e il suo carisma già dal primo dibattito contro l’ormai uscente vice presidente Mike Pence.

Douglas Emhoff: il primo “second gentleman” della storia degli Stati Uniti.

Notoriamente chiamiamo le mogli dei presidenti “first ladies”, ma il marito di una vice presidente come lo si definisce? È questa la nuova e bellissima domanda che si sono posti in molti.

Douglas Emhoff, il marito di Kamala Harris, è il primo “second gentleman” della storia degli Stati Uniti d’America.

Joe Biden è il presidente più anziano della storia degli Stati Uniti.

Con i suoi quasi 78 anni (da compiere il 20 novembre) Joe Biden è il presidente degli Stati Uniti più anziano della storia.

Il vecchio record è di Donald Trump il quale vinse le elezioni all’età di 70 anni.

Cori Bush

Un altro primato ancora è dato da lei:

Cori Bush la prima donna eletta al congresso dal Missouri, uno stato in cui il vincitore è Trump.

Sarah McBride

Sarah McBride, 30 anni, attivista e politica statunitense è stata eletta senatrice dello Stato federato del Delaware ed ottiene il primato di prima senatrice transgender della storia americana.

“The ‘Squad’ Gets Bigger”

Tornate da dove siete venute

così recitava il tweet di Trump carico di odio contro quattro senatrici: Alexandria Ocasio-Cortez di New York, Rashida Tlaib del Michigan, prima donna di religione islamica a venir eletta al Congresso, Ayanna Pressley del Massachusetts e Ilhan Omar del Minnesota.

Le quattro donne, invece, sono state rielette e con la vittoria di Cori Bush e di Sarah McBride” la squadra diventa più grande!”

La corsa alla Casa Bianca si è conclusa con Joe Biden vincitore, ma da queste elezioni ne sono uscite vincenti tante persone e, per una volta, tante donne.

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