Giornata Mondiale per la lotta contro l’AIDS

TELENORD - Giornata mondiale per la lotta all'Aids, anche in Liguria test  gratuiti

Il 1° dicembre del 1988 è stata istituita la “Giornata Mondiale per la lotta contro l’AIDS”. Fondamentale in questa occasione, come per tutto il resto dell’anno, è continuare con una sensibilizzazione attiva del tema.  

Parlare di AIDS e HIV è importante non solo per prevenire la diffusione della malattia, ma anche perché solo attraverso la conoscenza si possono superare pregiudizi e concezioni errate che continuano ad essere associate a questo argomento.

Nel 2020, a quasi quarant’anni dall’ufficializzazione della malattia, non è più possibile che persone sieropositive vengano discriminate a causa della loro condizione.

Dalla a scoperta dell’HIV all’epidemia

Il primo caso HIV e AIDS fu riportato ufficialmente nel 1981, anche se già negli anni ’70  erano riconducibili casi isolati in numerose aree del mondo. La storia dell’AIDS, cioè della sindrome da immunodeficienza acquisita, e dell’HIV, il virus che la causa, è caratterizzata per lungo tempo da una soglia di mortalità costante ed alta. Si contano infatti 75,5 milioni di casi e 32,7 milioni di morti dall’inizio della pandemia fino al 2019

Stima del numero di persone che vivono con HIV/AIDS per nazione

“Il cancro dei gay”

Agli inizi della scoperta fu presto evidenziata una connessione con il sesso e la droga e quindi la malattia venne associata a stili di vita “trasgressivi” e usata come vera e propria condizione discriminatoria.

Non a caso, inizialmente la sindrome era chiamata GRID, ovvero Gay-Related Immune Deficiency.

Nonostante in seguito i medici tennero ad escludere la relazione tra omosessualità e AIDS, non fu d’aiuto la propaganda di alcune Chiese che diffusero l’idea che la malattia fosse una punizione di Dio per i gay.

AIDS: perché rimase una silenziosa – ma mortale – epidemia per anni | Il  Giardino della Cultura

Rock Hudson: anche le celebrità discriminate

Come la morte di Rock Hudson a causa dell'AIDS cambiò la percezione di  questa malattia - Progetto Gionata

Una delle prime celebrità ad ammettere di essere affetto da AIDS fu Rock Hudson, attore statunitense morto nel 1985. La sua dichiarazione scosse l’opinione pubblica in quanto non rientrava affatto nella tipologia di vittime le quali, fino ad allora, erano ricondotte ad assetti socioeconomici poveri. Ciò era l’ennesima dimostrazione che la malattia non era prerogativa di soggetti omosessuali o drogati ma, nonostante questo, Hudson non fu esente da discriminazioni.  Si narra infatti che diffusasi la notizia, l’ospedale di Parigi in cui era ricoverato si svuotò per paura del contagio. L’attore cerco quindi di rientrare in patria negli Stati Uniti, ma il suo staff incontrò notevoli problemi nel reperire un volo poiché nessuna compagnia aerea voleva averlo come passeggero.

Sierofobia, stigma e discriminazione

Il pregiudizio, la paura e la discriminazione nei confronti delle persone sieropositive prende il nome di “sierofobia”.

Essere sieropositivi viene visto come un vero e proprio stigma, cioè come un marchio, un segno distintivo disapprovato dalla comunità, paragonabile ad un handicap fisico o mentale o una devianza.

Le persone con HIV vivono quotidianamente questo stigma, temendo ripercussioni in ambito lavorativo, per la famiglia e per la propria vita. Una sorta di meccanismo che tende ad escluderli dal resto della società.

Oggi, anche se nella minoranza dei casi, è ancora radicata una vera e propria discriminazione istituzionale da parte di alcuni governi che mantengono in vigore leggi che,  ad esempio, negano la libertà alle persone con HIV di accedere al paese.

Infatti, i paesi che negano categoricamente l’ingresso alle persone sieropositive sono: Bahamas; Brunei; Corea del Sud; Emirati Arabi Uniti; Giordania; Guinea Equatoriale; Iraq; Isole Salomone; Namibia; Papua Nuova Guinea; Qatar; Russia; Singapore; Sudan; Suriname; Yemen. (Lista aggiornata al 2011).

Tali disposizioni limitano le persone sieropositive nella scelta delle opportunità di formazione o di lavoro.

Una discriminazione che non può essere tollerata.

La concezione errata secondo la quale l’HIV è una malattia pericolosa e incurabile contratta a causa di comportamenti peccaminosi, non aiuta affatto la possibilità di ricevere diagnosi precoci e l’arginamento del virus. Anzi, la paura di essere associati a tale condizione fa si che e persone neghino il fatto di poter essere a rischio.

Troppo spesso le persone con HIV non denunciano le discriminazioni subite per non dover rivelare pubblicamente la propria condizione.

Nel 2020 il silenzio non è più accettabile.

Anche se l’HIV continua ad essere un virus che non ha cura, le innovazioni in ambito scientifico medico e farmaceutico dei nostri giorni permettono alle persone sieropositive non solo un trattamento che consente una speranza di vita uguale alle persone non infettate, senza così arrivare mai a sviluppare i sintomi dell’AIDS, ma addirittura possono rendere il virus intrasmissibile.

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Vignetta di Conigli Bianchi: gruppo di artisti che divulga il tema dell’Aids per combattere lo stigma che circonda le persone che vivono con HIV.

Curiosità: Q&A

Ama bene. Ama sano': riparte la campagna CRI per la prevenzione delle  malattie sessualmente trasmissibili - Croce Rossa Italiana
Campagna della Croce Rossa Italiana
per la prevenzione delle MST

L’AIDS e HIV sono la stessa cosa?

No, non sono la stessa cosa.

L’AIDS è causata dal virus dell’HIV. Non tutte le persone che hanno contratto il virus (definite sieropositive) sviluppano l’AIDS.

L’HIV, virus dell’immunodeficienza umana, è un virus che attacca e distrugge, in particolare, un tipo di globuli bianchi, i linfociti CD4, responsabili della risposta immunitaria dell’organismo. Il sistema immunitario viene in tal modo indebolito fino ad annullare la risposta contro altri virus, batteri, protozoi, funghi e tumori.

LAIDS identifica uno stadio clinico avanzato dell’infezione da HIV. È una sindrome che può manifestarsi nelle persone con HIV anche dopo diversi anni dall’acquisizione dell’infezione, quando le cellule CD4 del sistema immunitario calano drasticamente e l’organismo perde la sua capacità di combattere anche le infezioni più banali.

È possibile evitare di arrivare all’AIDS assumendo precocemente le terapie antiretrovirali.

L’HIV si trasmette con il sesso orale?

Si, il virus si trasmette quando c’è scambio di liquidi corporei ed eventuali ferite aperte.

I contati quotidiani con i sieropositivi sono rischiosi?

Una semplice stretta di mano è innocua. L’HIV si trasmette attraverso sangue, sperma, secrezioni vaginali o latte materno.

Come si diffonde principalmente l’HIV?

Si diffonde principalmente attraverso rapporti sessuali non protetti. Nella minoranza dei casi la diffusione avviene anche con lo scambio di oggetti acuminati infette (siringhe usate, rasoi) o dalla mamma sieropositiva al bambino durante la gravidanza o l’allattamento al seno.

?Ti consiglio un film!

Ancora troppo poco si parla di AIDS e HIV, per cui ti consiglio dei film che trattano tali temi.

  • Philadelphia (diretto da Jonathan Demme,1993)
  • Kids (diretto da Larry Clark,1995)
  • Notti selvagge (scritto, diretto e interpretato da Cyril Collard,1992)
  • Una gelata precoce (diretto da John Erman,1985)

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