La regina degli scacchi

Il 23 ottobre ha debuttato sulla piattaforma di Netflix una nuova serie tv, dal titolo “La regina degli scacchi” (The Queen’s Gambit). Sin da subito la serie ha saputo conquistare un gran numero di spettatori, ricevendo più di 60 mila visualizzazioni solo nel primo mese.

Perché guardare “La regina degli scacchi” (Netflix) / Review of “The  Queen's gambit” (Netflix) – The Mantovanis Blog

Costantemente presente nella top 10 delle serie tv più viste, ha alimentato la curiosità per il mondo degli scacchi fino a diventare un vero e proprio fenomeno. Infatti, secondo i dati NPD (servizio di monitoraggio al dettaglio degli Stati Uniti), le vendite di set di scacchi sono aumentate dell’87% in USA, così come le ricerche relative al gioco su Google, mai così alte in nove anni.

Chi è la “Regina degli scacchi”?

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Trama

La mini serie tv narra le vicende Beth Harmon (interpretata dall’intensissima Anya Taylor-Joy), la quale, divenuta orfana dopo la morte della madre, sembrerebbe destinata ad una triste e rigida vita in orfanotrofio. Decisivo è però l’incontro con Mr. Shaibel (interpretato da Bill Camp), custode dell’orfanotrofio: colui che scopre e alimenta il grande talento della piccola Beth. 

La regina degli scacchi e del riscatto - Mangiatori di Cervello

Già dai primi episodi la protagonista dimostra il suo particolare carattere. Infatti, è solo grazie alla sua curiosità e alla sua forte caparbietà che l’austero uomo si convince a darle i primi insegnamenti sul gioco degli scacchi.

Questo sarà il punto di inizio della vita di una straordinaria campionessa di scacchi. Una vita, tuttavia, per nulla facile, divisa tra la fama e demoni interiori. Di fatti,  per quanto Beth sia un personaggio geniale, stiloso, amante della bellezza in una sua visione personale sconnessa della convenzioni del suo tempo, è, allo stesso tempo, anche un personaggio solitario, tormentato dall’alcool e da una particolare dipendenza da psicofarmaci grazie alla quale la sua mente  proietta sul soffitto la scacchiera e le infinite possibilità che il gioco le può presentare.

Si evince così un lato di Beth tendente a voler avere sempre il controllo della situazione, al limite della follia, incapace di gestire il pericolo e l’imprevisto. Una storia difficile che mostra quanto può essere difficile diventare adulti e quanto sia importante la forza dell’amicizia per salvarsi dalle proprie insicurezze.

La regina degli scacchi: l'interior design della serie cult di Netflix - AD  italia

Considerevole anche lo sfondo storico all’interno del quale si susseguono le vicende: gli anni ’50 e ’60, durante la Guerra Fredda, descrivendo tensioni tra USA e URSS molto vicine alla realtà.

La regina degli scacchi è una storia vera?

Walter Tevis | Autori | Xanadu
Walter Tevis, autore

La serie tv si basa sull’omonimo romanzo di Walter Tevis, scritto nel 1983. Il titolo originale “The Queen’s Gambit” si riferisce al gambetto di donna: un’apertura degli scacchi che consiste nell’offerta al giocatore avversario di un pedone sul lato di donna (detto anche ovest) della scacchiera, per ottenere un vantaggio nel gioco.

The Queen's Gambit by Walter Tevis: Amazon.it: Tevis, Walter: Libri in  altre lingue

Dopo ben 37 anni dalla pubblicazione, la miniserie statunitense, ideata da  Scott Frank e Allan Scott, ha fatto si che il libro rientrasse nei bestseller

Per quanto sia un personaggio avvincente, Beth non rappresenta una persona realmente esistita.

Tuttavia, molti elementi lasciano pensare ad un riferimento al leggendario

Bobby Fischer, il re degli scacchi
Robert James Fischer, detto Bobby, Grande maestro internazionale.

prodigio degli scacchi Bobby Fischer, incoronato campione del mondo dopo aver sconfitto il gran maestro russo nel bel mezzo della Guerra Fredda

Ciò che tuttavia non è frutto della forbita immaginazione sono le partite disputate, le quali, si basano su incontri realmente avvenuti.

La regina di scacchi come una storia femminista

Nei sette episodi viene messo molto bene in risalto il contesto socio-culturale di quei tempi, quando era molto, troppo forte la convinzione che le donne potessero e dovessero essere solo mogli e madri.

Su tali obiettivi infatti, si fondava l’educazione delle giovani ragazze e su tal punto, anche la protagonista si ritrova a fare i conti, scontrandosi con una società che nutrisce forti dubbi sulle capacità intellettive delle donne rispetto al mondo degli scacchi (e non solo), ancora prettamente maschile.

Chess, Please: “The Queen's Gambit,” “Trial 4,” “The Nest,” and “The Life  Ahead” | River Cities' Reader

La fama di Beth, infatti, viene sempre preceduta dallo scetticismo di chi la giudica per il suo genere invece che essere semplicemente riconosciuta come una giocatrice di talento quale è.

Per questa ragione possiamo parlare della regina degli scacchi come una storia femminista, dove non solo la donna ricerca la parità rispetto all’uomo ma, in un senso più ampio,  ricerca in  primis di essere riconosciuta come persona.

In un’intervista a Tv Insider Anya Taylor-Joy ha dichiarato:

“Una delle cose più belle di Beth è che è così distanziata dalla società e dalle aspettative che la società ha su di lei che rimane sconcertata per il fatto che le persone parlino di più del suo genere che del suo talento eccellente per gli scacchi.

È straordinario avere la sua prospettiva, perché fa realizzare quanto sia ridicolo giudicare le persone in base a categorie, del tipo “oh non puoi essere glamour e giocare a scacchi”. […]

Voglio mostrare un essere umano complesso, il fatto che sia un genio non esclude che possa ad esempio amare la moda. Non si possono categorizzare le persone attraverso standard consueti, bisogna accettare tutte le loro sfaccettature”.

Le critiche dal mondo degli scacchi

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Magnus Carlsen, scacchista norvegese; campione del mondo in carica dal 2013; diventato Grande maestro all’età di 13 anni

Il Campione del mondo Magnus Carlsen le ha dedicato un post su Instagram e  le ha dato una valutazione di 5/6 definendola «molto godibile» per quanto «un po’ troppo irrealistica».

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La WGM Jennifer Shahade, in un post su Twitter, ha scritto:

«la serie è splendida ma usare alcune partite di donne sarebbe stato fantastico».

Gli scacchi sbarcano su Twitch

Anche la piattaforma livestreaming di Twitch ha risentito l’influenza della miniserie tv, registrando un aumento di interesse da parte degli utenti nei confronti dei player scacchisti. Infatti, molte delle migliori giocatrici di tutto il mondo hanno iniziato a realizzare delle live per mostrare alla loro community le basi, mosse e strategie del mondo degli scacchi.

Alcune delle streamer più interessanti a livello globale sono:

  • Anna_Chess – Anna Rudolf (Miskolc, 12 novembre 1987) è una scacchista ungherese, Maestro Internazionale e Grande Maestro Femminile. Ha vissuto durante l’infanzia a Bátaszék, una piccola città nel sud dell’Ungheria. Ha iniziato a giocare a scacchi all’età di quattro anni assieme alla sorella Kata. Fin da giovane si è messa in mostra come una delle migliori giocatrici ungheresi: ha vinto il Campionato ungherese femminile di scacchi nel 2008, 2010 e 2011. Fa parte della squadra nazionale femminile ungherese che prende parte alle Olimpiadi dal 2008 e al Campionato europeo a squadre dal 2009.

  • Fionchetta – Fiona Steil-Antoni (Niederkorn, 10 gennaio 1989) è una scacchista lussemburghese, Maestro Internazionale femminile. Ha rappresentato il per la prima volta il Lussemburgo in occasione del Campionato del mondo giovanile di scacchi a Oropesa del Mar nel 2000, torneo che disputerà poi sei volte in totale. Per il Lussemburgo ha anche giocato nel Campionato europeo giovanile di scacchi quattro volte, oltre che nel Campionato del mondo juniores di scacchi a Puerto Madryn 2009.
  • Federscacchi – La federazione scacchistica italiana ha aperto il suo canale ufficiale, registrando 12 lezioni con i principali maestri per alfabetizzare gli utenti nel gioco degli scacchi.

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