Immaginate di essere catapultati nell’Italia degli anni Ottanta e di ritrovarvi a vivere la vostra estate adolescenziale in un antico casolare immerso nelle idilliache campagne cremonesi. La pace e la quiete di quei giorni tutti uguali trascorsi tra le partite di tennis con i giovani dell’alta borghesia, i bagni nelle acque dell’antico abbeveratoio (ormai adibito a piscina) e qualche suonata di Bach al pianoforte. Immaginate che tutto questo venga interrotto dall’arrivo di un’affascinante quante irriverente ragazzo di nome Oliver.

Il fatidico incontro tra Elio Perlman (Timotheè Chalamet) : Un’adolescente Italo americano di origine ebrea e Oliver ( Armie Hammer) l’ospite inatteso accolto temporaneamente dalla famiglia Perlman al fine di conseguire delle ricerche universitarie. È proprio la travolgente passione che scatta tra i due protagonisti, descritta senza alcun vizio retorico, che porta uno stravolgimento all’interno della trama, inizialmente piatta. Questa la ricetta della pellicola premio Oscar firmata Luca Guadagnino.

Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò col mio.

Chiamami Col Tuo Nome: differenze tra il libro e il film - Cinematographe.it

La passione che si accende tra i due protagonisti è talmente forte da far fondere i loro corpi, le loro anime e persino i loro nomi così da non comprendere più dove inizia e finisce l’altro. La profonda dolcezza mista al timore del primo amore, la pelle, i corpi, la sessualità, le attese si intersecano in una complessa matassa di emozioni e sensazioni del tutto nuove i cui fili vengono sbrigliati dalla scoperta di se stessi e dell’altro.

Lo sguardo di Guadagnino e l’amore libero dagli stereotipi.

Il tutto è portato sugli schermi attraverso lo sguardo del regista. Uno sguardo dotato di estrema naturalezza e spontaneità, scevro di difetti retorici, cliché e stereotipi legato al mondo dell’amore gay. Con la spontaneità propria dell’amore adolescenziale, senza troppe congetture, Guadagnino rompe l’etero normatività che ha contraddistinto da sempre il mondo della cinematografia e non solo. Elio ed Oliver sono due personaggi strutturati in modo tale da poter rispecchiare tutti noi nel periodo dell’adolescenza a prescindere dalle differenze che ci contraddistinguono. Attraverso stimoli visivi, atmosfere classicheggianti, citazioni filosofiche e immagini edonistiche l’autore ci regala l’idea di un amore romantico, sicuramente classico ma non convenzionale sdoganando così gli arcaici stereotipi che ci costringono in gabbie sociali difficili da rompere.

Il casolare: l’emblema del luogo sicuro in cui tutti vorremmo vivere.

Il casolare, il luogo in cui si svolgono la maggior parte degli eventi, rappresenta la metafora del luogo sicuro
e accogliente in cui tutti noi vorremmo abitare per sentirci sempre liberi di amare ed essere amati
. Questo luogo magico esclude ogni senso di inadeguatezza, incomprensione e mancanza di accettazione. Complice di questa atmosfera è l’apertura mentale dei genitori di Elio. Infatti, fin da subito si dimostrano capaci di captare il desiderio ardente del figlio nei confronti di Oliver ma anche i timori legati alla novità e al giudizio esterno. Da ciò emerge come questo senso di apertura e dialogo che si respira all’interno del casolare e tra i membri che vi abitano sia in netto contrasto con l’ignoranza propria degli abitanti del paese dai quali Elio ed Oliver si nascondono limitando le dimostrazioni di affetto in pubblico.

Il coming out del Signor Perlman come via di liberazione e l’invito a vivere a fondo la propria vita.

Emblematico è il discorso del padre di Elio Samuel Perlman.

“Avete avuto forse più di un’amicizia e io ti invidio. Al mio posto un padre vorrebbe che tutto questo svanisse, pregherebbe che il figlio cadessi in piedi ma non sono quel tipo di padre. “

L’invito parrebbe quello di vivere con ardore le esperienze che la vita ci offre a prescindere dalle sofferenze che queste potrebbero causare. Quello che sembrerebbe essere il coming out di Samuel genera in lui un senso di invidia nei confronti del figli. Poiché ciò che Elio prova è il frutto di un sentimento d’amore da lui non solo provato e patito ma anche vissuto con coraggio e incoscienza.

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